Attività fisica bambini e lockdown

2 Mar , 2021 Dinamicità e Movimento

Attività fisica bambini e lockdown

Attività fisica e lockdown non sono mai andati d’accordo fin dall’inizio. E tale questione diventa molto delicata, soprattutto quando si parla di bambini.

Dal 31 gennaio 2020, quando il Consiglio dei Ministri (See more on salute.gov.it)  ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per l’epidemia da nuovo coronavirus, subito dopo che Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (https://www.who.int/) ha dichiarato l’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale, e la libertà di movimento dei cittadini si è notevolmente ridotta a discapito di un vertiginoso aumento nell’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Purtroppo solo alcune famiglie più fortunate, disponendo di un giardino, un cortile o di spazio all’aperto, sono state libere di muoversi e di mantenere un benessere psico-fisico accettabile. 

In uno studio pubblicato a settembre 2020, Covid-19 e gli effetti dell’isolamento sulla sedentarietà e sull’attività fisica dei bambini: uno studio italiano, tre ricercatori – Patrizia Tortella, Rosaria Schembri e Guido Fumagalli – hanno voluto studiare le conseguenze che il lockdown nei bambini ed in particolar modo sulla mancanza di attività fisica.

Più precisamente gli autori hanno preso in considerazione un periodo di due mesi (da metà marzo in poi), ed attraverso un questionario on-line rivolto a famiglie con almeno un bambino.

Sono state poste domande relative all’organizzazione della casa, della famiglia, degli spazi e delle attività praticate dai bambini e insieme. Hanno risposto al questionario 184 famiglie con 215 bambini e bambine in età compresa tra 0 e 12 anni di 11 diverse regioni italiane. 

Dai risultati si evince che più del 70% dei bambini hanno ridotto le loro attività fisiche ed allo stesso tempo aumentato le loro attività sedentarie come guardare la TV, giocare con il PC, Tablet e altri dispositivi digitali. 

Tortella, Schembri e Fumagalli concludono la pubblicazione con queste parole: “È perciò necessario ripensare alla preparazione specifica di insegnanti e istruttori in modo che l’attenzione allo sviluppo motorio sia adeguata alle necessità di sviluppo del bambino […] occorre progettare interventi che diffondano con maggiore efficacia e intensità alle famiglie il reale significato positivo a 360° che il movimento esercita sul benessere psico-fisico presente e futuro dei propri figli.”

Questo studio ci permette di confermare, purtroppo, che il lockdown ha aggravato una situazione che soprattutto in Italia era già critica. La riduzione dell’attività fisica e la mancanza di movimento definiscono l’incremento della sedentarietà, che a sua volta determina in modo proporzionale l’aumento di massa grassa nel corpo, abitudini alimentari scorrette, atteggiamenti posturali sbagliati e nel peggiore dei casi ansia e depressione. Quanto auspicato dai tre autori, se accolto, sarà realizzabile sicuramente non nell’immediato, essendo determinato dall’intervento di governo e istituzioni. Quanto meno, però, studi come questo, ispirano e sostengono lo sviluppo delle moltissime iniziative di Home Training (allenamenti mirati da svolgere a casa) che in questo momento stanno nascendo, tutte volte a contrastare queste pericolose tendenze e a migliorare il benessere psico fisico dell’individuo.

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