Pietro Mennea 19.72

31 Mar , 2021 Dinamicità e Movimento

Pietro Mennea 19.72

PIETRO MENNEA 19.72 – Il suo viaggio per diventare campione dell’atletica italiana    

Nato a Barletta nel 1952 e morto a Roma nel 2013, Pietro Paolo Mennea è stato primatista italiano e mondiale di corsa su pista nelle gare di velocità. Era la “Freccia del Sud”, roboante soprannome che le sue origini e la sua grandezza gli attribuirono come un marchio di fabbrica. Le sue insolite caratteristiche antropometriche – 1,79 cm di altezza e 68 kg di peso – lo hanno reso un campione dell’atletica italiana, dimostrando che tutto è possibile, anche quando sembra fisicamente impensabile e veniamo definiti svantaggiati rispetto ai canoni e alle etichette. 

“Qua c’è da mangiare qualche bistecca per fare qualcosa di buono” sentenziò durante il loro primo incontro il prof. Carlo Vittori che fu poi, dal 1971, il suo grande allenatore.  

Ma la sua grinta era senza limiti, Pietro si allenava a Formia con Vittori e poi di nascosto a Barletta da solo, si impegnava tanto. Il suo programma giornaliero era paragonabile a quello settimanale dei suoi compagni. Passione, cuore e voglia di migliorarsi, questi sono stati i valori sportivi di Pietro Mennea. Un uomo che ha vissuto la quotidianità, pur essendo un incredibile campione, ed ha sempre vissuto apertamente la sua umanità, tra gli alti e i bassi come capita ad ognuno di noi. 

“Quando ci sono dei problemi, risolverli all’inizio, non farli diventare grandi […] I problemi devono esserci, attenzione, mai considerare un fallimento come tale, ma considerato come esperienza. […] Il fallimento aiuta a far crescere l’individuo.” (da Il Segreto del Campione: la Storia di Pietro Mennea – Video Motivazionale ).  

Nel 1976 Pietro fallì, arrivò quarto alle olimpiadi. E proprio da quella esperienza è ripartito per costruire i quattro anni più belli della sua carriera agonistica collezionando titoli e record che hanno cambiato la storia dell’atletica leggera.  

Oltre ad essere l’atleta che tutti conosciamo, Pietro ha conseguito quattro lauree, è stato politico, saggista, avvocato e commercialista. 

La sua storia sportiva nasce sui campi di calcio. Pietro iniziò a correre passando dal mezzofondo alla velocità. Al suo secondo anno da Juniores vinse il titolo italiano sui 200m. Dal 1971 in poi, sotto la guida di Carlo Vittori ebbe 4 anni di successi, basti ricordare i 200m ai Giochi del Mediterraneo, Universiadi ed Europei. Tuttavia, tali risultati furono solo il preludio all’esplosione che di lì a poco ci sarebbe stata, infatti dal 1977 al 1980 divenne il miglior duecentista del pianeta, con un record mondiale di 19.72 a Città del Messico e con una vittoria olimpicaa Mosca 20.19. Dopo 2 anni di stop dalle gare, ritornò a correre con brillantezza facendo avanzare i record nazionali 10.00 (Milano 1972) ed europei 10.01 (Messico 1979).  

“Esiste un solo modo per sapere se si vincerà o si perderà: provarci” recita una stele all’inizio del rettilineo di una pista a Barletta intitolata a Pietro Mennea nel 2017. Pietro lo ha fatto, sempre. Ci ha provato ed è riuscito! 

Rif. http://www.fidal.it/atleta/Pietro-Mennea/fKuTlpQ%3D 

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